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Abbandono di bene mobile : il caso “Salvador Dali’”

Lo Studio “segreto” di Salvador Dalí a Castell ( Costa Brava ) .

La “baracca” di Dalí o della porta storta, è la testimonianza di un’ epoca nella quale la spiaggia e amena località di Castell ( Palamos ) , era il luogo di ritrovo di artisti e personalità.
Dalla mano del pittore Josep M. Sert o d’ Albert Puig, Dalí trascorse molti momenti in questo paraggio.
Di fatto si parla di questa “baracca” come lo Studio di Dali’ a Castell.

Quando si narra dei viaggi daliniani per la zona dell’ Empordà raramente viene citato il Mas Juny,
situato nella spiaggia di Castell a Palamós. Invece questa masia fu lo scenario , durante diversi anni ,
di una
serie di ritrovi che secondo testimonianze dello stesso Dali’ , stigmatizzarono a metà degli anni
trenta , «gli ultimi giorni di felicità dell’Europa», prima dello scoppio della Guerra Civile spagnola e la
successiva Guerra Mondiale.

L’episodio ritorna alla ribalta per due articoli apparsi recentemente. Il primo, firmato per l’artista
Ignasi Puig alla rivista «El Triangle», rivendica il recupero delle case situate nella spiaggia di Castell,
dove visse il  gran artista Josep M. Sert, specialmente quello conosciuto con il nome delle
“Les Cavallerisses” che uno dei primi che disegnò l’architetto Josep Lluís Sert, nipote del pittore.

Secondo l’autore, Sert ridisegnò anche una baracca di pescatori conosciuta come la Casetta di Dalí,
perché quest’ultimo trascorrerà «lunghi soggiorni tra il 1930 ed il 1935».

Josep M. Sert aveva affittato il “Mas Juny” nel 1929 e lo comprò l’anno successivo per 85.000
pesetas. In quei momenti, Sert era già un pittore molto conosciuto ed apprezzato e viveva con
Roussie Mdivani, una principessa russa, nipote di un Vicerè della Geòrgia.
Immediatamente si convertì nella «casa più fastosa del paese», secondo quanto scrisse
Josep Pla. ( noto scrittore catalano ).

E negli anni successivi, si susseguirono come invitati celebrità di tutto il mondo come
Marlene Dietrich, René Clair, Luchino Visconti, Coco Chanel, Paul Morand, Salvador de Madariaga
etc. Tra i catalani possiamo citare Francesc Macià, Francesc Cambó, Ventura Gassol, Josep Pla,
Salvador Dalí…

Quest’ultimo lo frequentava regolarmente con Gala e , come lui stesso spiegò nella «Vida Secreta» ,
approfittava di quei soggiorni per dipingere alcuni quadri, ma non si può affermare che
si trattasse di una seconda residenza, in quanto, in quei momenti, si era già sistemato a Portlligat.

Dalí e Gala erano al Mas Juny il 1º di agosto del 1935, quando il fratello di Roussie, Alexis Mdivani,
prese la Rolls per accompagnare la sua amante, Maud von Thyssen-Bornemisza, ed ebbe un incidente
vicino ad Albons nel quale rimase ucciso. L’incidente non scosse solo la famiglia – Roussie era molto
unita a suo fratello-, al punto che Sert non volle più tornare a casa, ma causò anche un gran
clamore in tutta la provincia.

Ne parlarono tutti i giornali del mondo con tutte le possibili speculazioni. Questo è quanto spiegava
il giovane giornalista Carles Sentís in «La strada del Principe Mdivani. In pellegrinaggio romantico…
o alla ricerca de gioielli e milioni
» pubblicato in «L’Instant», il 19 d’agosto del 1935.

Ora, quell’articolo forma parte della raccolta di  cronache giornalistiche di Sentís recentemente
pubblicate nel libro «Rivivere nella Costa Brava». Il giornalista spiegava la morbosità che circondava
quell’incidente ed i mormorii su un presunto furto di gioielli che si sarebbe verificato nella
confusione posteriore all’incidente.

Sert vendette la casa nel 1944 ad Albert Puig Palau e questo la convertì in centro di pellegrinaggio
di artisti ed intellettuali durante alcuni anni. La storia della casa la spiegò , meglio di tutti ,
Xavier Febrés in «Grandi momenti nella Costa Brava». Dalí ci ritornò e persino sembra che si
fece fare una casetta, dove poter andare a dipingere, che si distingueva per la peculiarità di
avere una
porta inclinata.

Delle traccie di Dalí nel Mas Juny e nel resto della proprietà, ne è rimasta un’opera importante.
Mi riferisco all’ olio «Nei dintorni della città paranoico-critica: la sera nei pressi della storia europea» (1935). Il biografo Ian Gibson assicura che almeno due degli elementi architettonici che appaiono
in questo quadro provengono da Palamós: «Il portico dell’edificio di sinistra (allo stile di De Chirico)
si ispirò al Casino La Unión e la cupola che la corona è una versione stilizzata di quella che
distingueva l’imponente palazzo Art Nouveau della famiglia Ribera».
Due edifici demoliti anni più tardi.

Continua : clicca qui :
il restauro della “baracca” di Salvador Dalì
il recupero della porta della quadra di Salvador Dalì ( in fase di edizione )

Bibliografia e fonti :
Comune di Palamos ( Gerona ) :  link
Josep Playà Maset: I soggiorni di Dali nel Mas Juny a Castell

Traduzioni :
dal Catalano ( salvo errori ed omissioni ) : a cura di J. Philippe Cavallini Blaya.

1 commento »

  1. […] Ulteriori dettagli in una pagina appositamente dedicata. […]

    Pingback di Abbandono di bene mobile : il caso “Dali’” « Diritto Spagnolo, Toolbar giuridica, Ottimizzazione web — 28 agosto 2008 @ 7:55 pm | Rispondi


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